Nuova Sinistra

Lo stato dell’arte

Una delle più straordinarie avventure mentali immerse nell’attuale politica italiana della (fantomatica) Terza Repubblica è costituito a mio avviso dall’idea di una Nuova Sinistra. I fattori di complicazione di tale fattispecie sono vari, ma sostanzialmente si riducono a due grandi contenitori fenomenologici:

  1. Mancata percezione del mainstream popolare – Tale “sinistra” (rinnovata) non esiste (ovvero fatica ad esistere) in quanto non sentita come utile a colmare un vuoto, in quanto la percezione diffusa tende ad identificarla già in una presente fattispecie politica che è quella del centrosinistra. Che “di sinistra” non ha nulla, ma vallo a spiegare a quelli che chiamano Renzi comunista.
  2. Altissima conflittualità intestina – I fautori di questo rinnovamento sono una schiacciante minoranza della popolazione italiana, e, a contarli uno per uno, ci renderemmo conto che le idee realizzative di tale rinnovamento, a contarle con la stessa precisione, sarebbero tante quante gli attivisti stessi che le animano, per giunta in piena conflittualità interna.

Riassumendo, la Nuova Sinistra fatica a nascere perché la gente pensa che la sinistra sia già esistente, e per giunta altamente criticabile. Contemporaneamente, chi vorrebbe proporre un’alternativa al popolo perde tempo a litigare col vicino di banco.

Opinioni personali in materia

Ho dedicato all’idea di un radicale rinnovamento a sinistra, ossia al passaggio dall’inutile perifrasi di una sinistra radicale alla proattiva formulazione di una sinistra radicalmente riformata nei temi e nei modi numerosi articoli e interventi, ma soprattutto due, incentrati sul concetto di “non ortodossia” come unica via possibile. Entrambi sono stati pubblicati nella testata socialista L’Interferenza, molto vicina al mio partito di riferimento, Risorgimento Socialista.

Nel primo mi concentro sul concetto di non ortodossia inteso come svolta non solo metodologica, ma anche tematica.

Nel secondo, preciso il concetto collegandolo appunto all’idea compiuta e coerente di una Nuova Sinistra. E qui aggiungo, nuova in tutto: nuovo elettorato, nuovi argomenti, nuove metodiche, nuove attitudini, rifiuto totale di determinate appartenenze che si sono rivelate del tutto inutili, nuovo elettorato, e via discorrendo…

Ulteriori apporti relativi a questo mio profondissimo pensiero si trovano in tre interventi audio che ho registrato, e raggruppato in un post, immaginandoli come rivolti ai miei compagni di partito, relativamente al rapporto con una relativamente nota coalizione (o fronte che dir si voglia) costituita a fine 2017 e a tutt’oggi, per quel che mi riguarda, piuttosto arenata, come gran parte di tutta la sinistra a sinistra del Partito Democratico e dei suoi fuoriusciti.

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