Dieci Buone Ragioni per Iscriversi a Risorgimento Socialista

  1. Siamo un partito. Non un movimento, non un club, non un’associazione culturale, non un gruppo Facebook, non una piattaforma decisionale online, non una nebulosa proposta di non si sa bene che cosa in quale forma. Da noi solo cose chiare e trasparenti: regolari votazioni, regolari incontri, regolare vita di partito, fatta di militanza, sezioni, opinioni, confronti, scambio culturale e reale fratellanza politica tra tesserati.
  2. Siamo socialisti (e ce ne vantiamo). In Italia, la sinistra socialista ha fatto grande la nazione, facendola uscire da una guerra assurda grazie alla lotta partigiana che in molti dimenticano, o strumentalizzano. L’Italia socialista è l’Italia della Costituzione dei grandi padri fondatori della Repubblica.
  3. Siamo un partito giovane. Vuoi fare “carriera politica” dei partiti mainstream perché ti danno più affidamento in termini di consenso, radicamento, forza mediatica? Accomodati. A fare fotocopie, ovviamente, nel migliore dei casi. Nel caso standard, le faremo sapere.
  4. Siamo un partito vero, fatto di reale ideologia. Ti raccontano che “destra e sinistra non esistono più”, ma ti prendono in giro, visto che questa è essa stessa una narrazione di destra. La destra e la sinistra esistono eccome, e godono entrambe di ottima salute. Nel nostro paese però la sinistra (vera, non quella del PD, che sinistra non è da almeno venticinque anni) è stata smantellata dal golpe di Tangentopoli, susseguente alla beffa europeista dei trattati liberticidi. Noi invece siamo di sinistra, la sinistra reale, socialista, che vuole uno stato sovrano al servizio dei cittadini, che possa battere moneta, gestire le politiche del pieno impiego, il welfare, la sanità e la scuola pubblica. Insomma, la patria voluta dai padri della Costituzione.
  5. Siamo innovativi, ma con radici lontane. Il Socialismo è da sempre il campo politico della dialettica, del confronto, dell’apertura riformista che dialoga con la rivoluzione e della rivoluzione che dialoga col buonsenso. Siamo stati, durante la storia recente, volutamente dispersi e allontanati, perché a prendere il potere doveva essere il regime mediatico dei privati e della tecnocrazia. Ma noi siamo ancora qui, per riunificarci e ridare a questo paese l’autorevolezza di una centralità istituzionale.
  6. Siamo sovranisti, ma non nazionalisti. Non siamo contro l’Europa, ma contro questa Europa che offende l’autodeterminazione dei popoli tramite coercizioni puramente economiche. Siamo per l’internazionalismo e il primato del lavoro sulla speculazione, della produzione di servizi e prodotti sullo sfruttamento di chi li produce. Siamo, cioè, per lo stato socialista, per il management istituzionale, ossia per l’esatto opposto di quelle nefaste privatizzazioni i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti: devastazione, inquinamento, cementificazione, mancata manutenzione del territorio, appalti e subappalti opachi, annientamento dei diritti conquistati in anni di lotte. Tutto questo non significa “prima gli italiani”, ma “prima i lavoratori, i cittadini, gli uomini e le donne uniti dalla fratellanza internazionalista”.
  7. Siamo multilaterali. I dictat a base statunitense stanno distruggendo le nostre economie e diffondendo guerre e devastazioni i cui esiti vengono sopportati anche a distanza. In tal senso, istituzioni come la NATO vanno messe profondamente in discussione, per aprirsi a logiche geopolitiche ed economiche multilaterali, aperte ai paesi asiatici e dell’Est, che valorizzino le economie emergenti e del sud, oltre a quelle del classico Nordeuropa o degli USA. Multilateralismo significa una nuova stagione di rapporti di pace e di collaborazione, entro i quali l’Italia può tornare ad essere protagonista.
  8. Siamo di sinistra, ma non quelli petalosi e asteriscati. Siamo di sinistra, sì, eccome. Ma non pensiamo che per esserlo si debba far finta di niente rispetto ai grandi problemi che il popolo sente: sicurezza, lavoro, flussi migratori, integrazione tra diverse culture, dialogo col mondo cattolico, politiche della famiglia, tutela del ceto medio e della micro-imprenditoria. Noi siamo a fianco del popolo vero, e parliamo di argomenti veri, non di asterischi che storpiano la lingua italiana.
  9. Siamo per la concretezza. I nostri temi e le nostre proposte sono chiare, semplici, lineari. Vogliamo il ritorno di un’Italia sovrana, di istituzioni autorevoli, di dirigenti statali integri e competenti, di un impianto statale che faccia marcia indietro rispetto a trent’anni di privatizzazioni selvagge che hanno solo ampliato le disuguaglianze, speculato sui più deboli, distrutto le micro-economie, indebolito il paese, devastato l’ambiente e disintegrato il welfare, la scuola pubblica e il settore del risparmio. Serve nazionalizzare i settori strategici, dalla finanza all’industria, per dare al cittadino un servizio equo e costante. Diciamo basta allo stato dei privati mascherato da stato pubblico.
  10. Siamo, in una parola, socialisti. Perché l’adagio è sempre quello, e ce ne siamo accorti: O Socialismo o barbarie!

Pubblicato da The Start Circle

Professionista in ambito musicale, formativo e organizzativo culturale, vive e lavora a Vicenza. Collabora con numerosi enti per organizzare progetti ed eventi tra Vicenza e Padova.

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