Lo Stagno Ingombro e un Film

Dovendo sintetizzare la distanza dal passato a presente, evidenziando i pregi del primo rispetto alla decadenza nel secondo, utilizzerei certamente la metafora dello stagno e dei sassi. In uno stagno, gettando singoli sassi si ottengono dei cerchi concentrici che si diffondono lungo la cresta dello specchio d’acqua. Se il sasso rappresenta l’autore, l’artista, oppure il libro, il film, l’opera d’arte, e i cerchi sull’acqua designano il conseguente effetto estetico e culturale sul mondo di queste varie sollecitazioni, allora non ho dubbi: se il passato rappresenta lo stagno, il presente è il medesimo stagno ormai così ricolmo di sassi da non avere più acqua al suo interno; in altre parole, uno stagno che non è più uno stagno.

Filippo Albertin

Io amo gli anni Ottanta. Non li amo per ragioni anagrafiche personali, ma per fenomenologie del tutto oggettive. C’è qualcosa, in questa specifica epoca, che continua ad affascinarmi. Credo che un certo revival legato a serie televisive come Stranger Things sia ben giustificato.

Sarò breve. Recentemente, nel pacchetto filmico di Amazon Prime, mi sono imbattuto in questo lungometraggio del 1989 intitolato Communion, versione cinematografica di un omonimo libro-documento che all’epoca deve aver fatto un certo scalpore. Il film — lo dico da subito — è un prodotto di per sé assolutamente delirante, che a fatica può dirsi fantascientifico, e snocciola invece un racconto abbastanza sconnesso e incoerente basato sul grande tema (ovvero su quello che sarebbe diventato il grande tema) dei rapimenti alieni. Gli effetti speciali, incredibilmente dozzinali anche per quel periodo, fanno ridere, soprattutto per il loro infantilismo: pupazzi di una plastica dura che ricorda quella usata per le bambole, teste semoventi che sembrano giocattoli, e via discorrendo. La presenza del grande attore Cristopher Walken — scelto probabilmente per la sua partecipazione a pellicole tratte da libri di Stephen King, autore che certamente assona molto con questa vicenda, vista la presenza di una famigliola a tre, stile Shining — non basta certo a elevare la qualità dell’opera. Nel complesso la sceneggiatura non esiste. L’intera narrazione si riduce a una sequenza di scene dove eventi del tutto inspiegabili vengono alternati a lunghe sessioni di dialoghi e monologhi filosofici, astratti, simbolici, che non portano a nulla di effettivamente narrativo. Nel complesso, si capisce benissimo quanto questo film sia la semplice trasposizione per il grande schermo di un best-seller, che evidentemente doveva a tutti i costi avere un corrispettivo cinematografico.

L’iconica copertina del libro alla base di Communion. Prima di X-Files e del filone del complottismo alieno, una sorta di antesignano.

Eppure, nonostante tutto quello che vi ho detto fino ad ora, devo dire che nel complesso questo film mi è piaciuto. Sì, mi è piaciuto eccome. La ragione è legata al fatto che questo prodotto, come svariati altri prodotti più o meno ancora reperibili nel presente, è una testimonianza di un certo periodo. Se dovessi dire cosa maggiormente in tale strampalata narrazione mi ha colpito e, perché no, affascinato, non avrei alcun dubbio: l’atmosfera generale e gli spazi. Visionando questo film ho banalmente rivisto determinati spazi, riassaporato specifiche sensazioni legate alla luce, ai paesaggi, alla grana delle pellicole comunemente impiegate nel girare, ma anche un certo arredamento, un certo design, una specifica ritmica di esistenza, e in definitiva una specifica estetica che oggi, banalmente, non esiste più da tempo.

Ecco cosa intendo con quella citazione che ho posto all’inizio di questo mio breve post. Lo stagno, oggi, è pieno di sassi, e dunque non è possibile godere di alcun cerchio concentrico, di alcun riverbero.

(La prima versione di questo post è stata pubblicata in forma di bozza attraverso Simplenote. Ci tenevo a dirlo.)

Pubblicato da The Start Circle

Professionista in ambito musicale, formativo e organizzativo culturale, vive e lavora a Vicenza. Collabora con numerosi enti per organizzare progetti ed eventi tra Vicenza e Padova.

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