Anteprima Nuovo Protocollo di Sharing Sociale e Socializzante

Ne ho parlato nel mio ultimo pamphlet. Le reti decentrate saranno la risposta politica, oltre che culturale, al pensiero unico. A mio avviso però bisogna andare oltre. Lo stesso concetto operativo di sharing deve cambiare. Oggi tutti condividono tutto con tutti, o sarebbe meglio dire che troppi condividono troppo con troppi. La risultante è un caos indicibile, una sorta di rumore bianco, di contaminazione informativa globale a somma zero.

Quanta gente ignorante spara costantemente giudizi su materie di cui non sa un bel nulla? Basterebbe anche solo rispondere a questa domanda per capire quanto la condivisione di informazioni necessiti di un approccio graduale, che oggi come oggi non esiste. Ossia, determinati contenuti hanno senso all’interno di un percorso specifico, concentrato, ravvicinato, che evidentemente non può identificarsi nel condividere in modo generico.

Oggi come oggi confondiamo troppo la comunicazione con la popolarità. Comunicare, però, non significa assolutamente essere a tutti i costi popolari. Anzi, troppo spesso chi è popolare lo è in funzione del fatto che non comunica un bel nulla di preciso, e si limita ad assecondare un pubblico generico e informe.

In questo periodo sto elaborando una sorta di nuovo protocollo sequenziale di sharing, con le seguenti caratteristiche:

  • I contenuti vengono indirizzati alla specifica persona che ne fa richiesta, attraverso una connessione uno-a-uno.
  • I contenuti hanno un carattere multimediale, e sono estremamente vari: immagini, testi e ipertesti, libri digitali, video, collegamenti, etc…
  • Ogni contenuto è opportunamente commentato e contestualizzato.
  • I vari contenuti digitali alludono e si accompagnano anche a progetti collaterali di natura sociale, associativa, artistica, culturale.

L’idea è quella di creare una sorta di canale tra me e quella che potrebbe essere identificata in una sorta di clientela amicale e intellettuale. Un modello che, se esteso (da qui l’analogia con la rete decentrata e il fediverso in genere), potrebbe diventare una sorta di prassi comunicativa di rete.

Dimenticavo. Il primo progetto in materia si chiamerà Redstar Mediabox. Di seguito il progetto grafico.

Pubblicato da The Start Circle

Professionista in ambito musicale, formativo e organizzativo culturale, vive e lavora a Vicenza. Collabora con numerosi enti per organizzare progetti ed eventi tra Vicenza e Padova.

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