Psicodrammi Adolescenziali e Serie TV tra Generi e Bufale

Da molto tempo volevo scrivere questo post. L’occasione mi è stata data da questa serie Netflix che mi sono appena divorato con viva soddisfazione. Non parlerò qui della strega Sabrina e delle sue terrificanti avventure. Basti dire che questa produzione, chiaramente “di genere” (soprannaturale) mi è piaciuta, e mi è piaciuta per una ragione che quasi sempre, per quel che mi riguarda, funziona: questa serie NON è uno psicodramma adolescenziale.

La ben più che adorabile Kiernan Brennan Shipka, strega buona.

Prima di tutto, però, una premessa a dir poco fondamentale. Parliamo di un qualsiasi prodotto cinematografico o televisivo. Ovviamente, al suo interno, si parla di tante cose. C’è un’ambientazione, una stilistica generale, dei protagonisti, dei co-protagonisti, delle comparse, una storia principale, delle storie secondarie, e via discorrendo. Ma di cosa parla veramente una qualsiasi produzione cinematografica o televisiva?

A mio avviso risulta di un’evidenza innegabile che si parla di qualcosa indipendentemente dalla quantità di altre cose che vengono citate o utilizzate.

Nel film Intrigo Internazionale di Alfred Hitchcock si parla di trame spionistiche durante la guerra fredda e di una storia d’amore che riguarda un eroe per caso costretto a fuggire per uno scambio di persona. Nella pellicola si citano microfilm e segreti di stato. Ma il film non è evidentemente un documentario sulle tecnologie in dotazione alle spie degli anni Cinquanta.

Nel film Ammazzavampiri ci sono teenager statunitensi tipici degli anni Ottanta, che vivono la loro vita a base di musica pop e show televisivi. Ma il film non parla assolutamente di questi teenager, che pure vengono ripresi nella loro quotidianità. Il film parla di un vampiro che si insedia all’interno di una tranquilla cittadina americana, e che viene sconfitto grazie all’alleanza tra un ragazzo e un divo della vecchia guardia di Hollywood, specializzato in vampirismo.

Detto questo, cos’è uno psicodramma adolescenziale e perché ne parlo riferendolo alle produzioni “di genere” (horror, fantasy, giallo, etc…)?

Per psicodramma adolescenziale intendo una qualsiasi narrazione che monopolizza ogni elemento della storia per asservirlo al racconto di dinamiche interne alla famiglia, con particolare riferimento al rapporto tra genitori e figli adolescenti, e tra adolescenti in generale.

Lo riferisco alle produzioni “di genere” perché, sempre di più, mi capita di vedere tali produzioni come pretesto narrativo per veicolare uno psicodramma adolescenziale, che con la stessa efficacia sarebbe stato rappresentato in una normale narrazione che non andasse a scomodare il genere di turno e con esso i suoi indiretti e legittimi seguaci.

Mi spiego meglio. Se vedo titoli che suonano come Avere Tredici Anni o Debbie: Terremoto a Scuola, molto banalmente non li guardo. Chi ama questo genere di cose ha tutto il diritto di guardarle, esattamente come io ho il diritto di passare ad altro. Ma se di fronte a me ho una serie che si chiama Teen Wolf, che invece di approfondire una storia fatta di licantropi contemporanei si spreca nel seguire le vicende di bande di adolescenti palestrati e tamarri che passano da un’avventura sentimentale ad una rissa scolastica, dove l’essere lupi o creature della notte è solo una squallida metafora di pulsioni ormonali, allora no, non ci sto. Non ho più davanti a me un’opera di genere. Ho davanti, come detto, uno psicodramma adolescenziale spacciato per opera di genere.

Direte voi, come si fa a riconoscere una serie di genere da uno psicodramma adolescenziale? Nel mio caso è semplice: se mi fa schifo, fa parte della seconda categoria. C’è però un criterio molto più scientifico, che consiste nel porsi una domanda semplice: è la parte “di genere” che permette di raccontare la parte “non di genere”, o viceversa? Se vale la prima, allora è uno psicodramma adolescenziale.

The Gate. Ovvero, Non Aprite Quel Cancello.

Nel film Non Aprite Quel Cancello, cult anni Ottanta le cui citazioni riempiono il recente (e stupendo) Stranger Things, una coppia di ragazzini molto amici, che vivono la loro normale condizione di adolescenti, incappa in una vicenda paranormale legata alla demonologia. La parte “quotidiana” c’è, eccome se c’è. Ma questa parte serve a narrare una storia completamente diversa, e marcatamente di genere. Lo stesso dicasi della trilogia di Ritorno al Futuro, dove la storiella di sfondo non intacca minimamente il tema strutturale: il viaggio nel tempo. E la lista sarebbe lunga.

Distinguiamo dunque il genere dalle bufale che vorrebbero utilizzarlo come grimaldello.

Pubblicato da The Start Circle

Professionista in ambito musicale, formativo e organizzativo culturale, vive e lavora a Vicenza. Collabora con numerosi enti per organizzare progetti ed eventi tra Vicenza e Padova.

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