Il Caso Sardo: Ancora su Astensionismo e Status Quo

Essere antifascisti volendo preservare il capitalismo è cosa vana. Il fascismo, dopotutto, non è che uno sviluppo del capitalismo, e la democrazia più liberale, come su sul dire, è pronta a volgersi al fascismo alla prima difficoltà.

George Orwell

La citazione orwelliana non potrebbe essere oggi più calzante. Il fascismo contemporaneo, che spesso transita lungo direttrici apparentemente pettinate e buoniste, segue in modo perfetto la descrizione di cui sopra. Pensiamo a Trump e a Bolsonaro, ma anche a Salvini: i loro elettori sono in realtà operai, contadini, artigiani, gente che un tempo avrebbe alimentato a vario titolo la solidarietà rivoluzionaria socialista, e ora invece interpreta in prima persona l’ennesima crisi capitalista sulla base del qualunquismo economico-sociale che vigeva immediatamente prima. In altre parole, il capitalismo, nel suo difettare, dalle ragioni economiche del nazifascismo alle vittorie mutilate che originarono lo squadrismo, implementa processi in cui il conflitto della base non si sfoga sui potenti ai piani alti, ma al contrario chiede il loro aiuto per operare purghe, fomentare guerre dei deboli contro i debolissimi, promuovere pulizie etniche e altre procedure della retorica reazionaria svuotata di ogni aspetto aristocratico e immersa nei miasmi del più becero populismo.

Lo dico da tempo, e ne parlavo poco tempo fa, notando incredibili regolarità nei relativi grafici. Più la sinistra radicale è assente o non percepibile come tale, più aumenta l’astensionismo. Quello che noi chiamiamo populismo non è assolutamente un movimento dal basso, ma, all’opposto, assume i tratti di un vero e proprio disegno di riassetto disciplinato della base della piramide. L’oligarchia assolda quindi dei burocrati intermedi per organizzare azioni di guerriglia alla base della scala sociale, che mimano perfettamente l’olio di ricino del nostro Ventennio.

Chi si avvantaggia di tutto questo meccanismo? La risposta è banale: tutto ciò che ha a che fare con l’ordine costituito. Le recenti elezioni suppletive in Sardegna ne sono eloquente conferma. Dopo il boom del successo leghista e pentastellato, dopo le prime delusioni di fronte a questo governo che evidentemente aveva promesso troppo, ecco che la solita cricca a base di centrosinistra e civiche ha la meglio. Ha la meglio, sì, con un livello di astensionismo che arriva a quota 85%, peggio che nella peggiore delle dittature militari.

Ecco dunque che si consuma, ovvero continua, stile soap opera, la “fine infinita” del Partito Democratico, imperniata nel mestiere di chi, passando dai banchi dell’opposizione a quelli della maggioranza, in definitiva continua a stare dove sta.

Pubblicato da The Start Circle

Professionista in ambito musicale, formativo e organizzativo culturale, vive e lavora a Vicenza. Collabora con numerosi enti per organizzare progetti ed eventi tra Vicenza e Padova.

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