Annotazioni Visuali per una Scuola Politica

Alcune considerazioni, e un’annotazione, appunto, visuale.

Per anni la matrice militare è stata il sottotesto della politica extraparlamentare in Italia. La ragione è molto semplice. La parte politica dell’estrema destra, vagheggiante imperi coloniali italici, all’indomani della liberazione era stata evidentemente battuta da una coalizione che vedeva nella collaborazione con l’URSS un tassello fondamentale. Fu infatti l’Armata Rossa a sancire il definitivo crollo del nazismo, e dunque l’avanzata del PCI, a distanza, lungo tutti gli anni Settanta, doveva certamente costituire un fattore di estremo timore per tutti quei soggetti che erano stati battuti e cercavano di appigliarsi a qualche fattore di consenso. Ecco dunque che le deviazioni più o meno golpiste dell’epoca vengono spiegate rapidamente. Ora, dall’epoca ad oggi molte cose sono logicamente cambiate. Il riflusso a vita privata di fine Settanta ha dirottato alla sfera mediatica ogni variabile culturale di massa, le superpotenze in gioco non sono più quelle di una volta, le forze economiche appoggiano Tizio o Sempronio per questioni ben più banali della politica. Ho fatto questo lungo preambolo, apparentemente fuori tema, per affermare un dato di fatto: la “scuola politica del presente italico” non ha punti di riferimento, ma segue semplicemente la corrente, o più banalmente non esiste. Il politico di turno altro non è che il testimonial di forze che possono spendere fattori di capitalizzazione elettorale di massa (es. xenofobia, ma anche generico modernismo antisistema a base di nuove cacce alle streghe e presunti complotti ufologico-massonici) per tradurre in voti il mandato di grandi gruppi industriali, palazzinari e ditte di costruzioni, il tutto tradotto in marketing politico. Una vera mobilitazione delle masse può avvenire a mio avviso solo attraverso una scuola politica di nuova generazione, basata su altri punti di riferimento. In altre parole, servono nuove “armate”, ma con armi del tutto diverse e (ovviamente) non militari. Armate creative, basate su gruppi fluidi di problem solver, reti d’azione materiale e intellettuale, intellettuali organici mediati dalle nuove tecnologie, e via discorrendo. Una rivoluzione silenziosa e basale.

(Da una didascalia sul mio Facebook.)

Pubblicato da The Start Circle

Professionista in ambito musicale, formativo e organizzativo culturale, vive e lavora a Vicenza. Collabora con numerosi enti per organizzare progetti ed eventi tra Vicenza e Padova.

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