Tribuna Politica: Due Parole sul Caso Vicentino e su di Me

carofalo locandinaPer chi ancora non lo sapesse, sono entrato in politica, partecipando a fianco di Potere al Popolo come candidato sindaco nelle recenti elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Vicenza. La “storia” è contenuta tutta — oltre che nel relativo gruppo — anche nel sito AltraVicenza, sorta di bollettino alternativo che abbiamo creato per veicolare notizie fuori dal coro rispetto al mainstream vicentino, quindi non mi dilungo oltre. Mi preme solo sottolineare un dettaglio a mio avviso centrale. A Vicenza, di fatto, a vincere sono stati i soldi. Punto, fine, stop.

I soldi, ossia le risorse di puro e massiccio marketing elettorale messe in campo dai due contendenti di punta: centrodestra (Francesco Rucco) e centrosinistra (Otello Dalla Rosa). In sovrapposizione a questa monopolizzazione totale dello spazio elettorale, il populismo da un lato, e la corsa a “fermare il fascista” dall’altro, hanno fatto il resto.

Il “caso vicentino” è stato poi ulteriormente complicato dall’assenza del simbolo pentastellato, negato dai vertici del movimento per ragioni di dispute interne. Una congiuntura che sembra essersi tradotta abbastanza direttamente in un corposo — quanto a mio avviso irresponsabile — astensionismo di massa. A Vicenza, infatti, ad esprimersi è stato solo il 55% degli aventi diritto. Un utentico disastro in termini di partecipazione democratica.

Gli altri candidati sindaci sono stati, indipendentemente dalle posizioni (spesso, a parte il sottoscritto, ancora più a destra di chi ha effettivamente avuto la meglio, ossia il centrodestra), semplicemente schiacciati dalla corsa elettorale di due colossi che si sono appunto mangiati tutto il possibile campo di manovra e libera scelta. La conclusione alla quale sono giunto è che l’elettore medio (ammesso e non concesso che sia disposto a votare) non consegna il suo voto a chi esprime al meglio le sue idee, ma a chi appare più forte e può o determinare una certa politica, oppure fermare una politica opposta, altrettanto forte.

Tornando a Vicenza, il quadro è tanto chiaro quanto desolante. La metà circa della popolazione ritiene che la politica non possa né migliorare, né peggiorare la propria condizione in senso lato (e questi possono essere tanto i più derelitti, quanto i più ricchi, indifferentemente). La parte che residua si sdoppia ulteriormente: poco più della metà appoggia in pieno il populismo di massa, la corrente, il vento in poppa, e chi rimane si unisce appassionatamente (o spasmodicamente), in barba alle differenze e ai programmi specifici che ciascuno avrebbe in mente, per fermare i primi che rischiano di vincere, come in effetti accade. (Esempio lampante, gli stessi attivisti del M5S, che, dopo anni di lotte contro la TAV, hanno pubblicamente appoggiato il centrosinistra, che sulla TAV intende andare avanti.)

Alla vera democrazia restano le briciole, i decimali percentuali, ossia un secondo campo della battaglia lontano da quello principale e animato da poche centinaia di outsider che pensano con la propria testa e votano di conseguenza.

Lo scontro reale non è tra idee, ma tra capitali. Abbiamo eliminato il finanziamento pubblico ai partiti e questo è il risultato. La politica si è trasformata in un fatto privato, o in uno scontro tra grandi sponsor, fondazioni bancarie o ditte che foraggiano questa o quella parte politica per ottenere, una volta avuto accesso indiretto alle stanze politiche dei bottoni, il tanto agognato appalto.

Non si tratta di fare moralismo o discorsi altisonanti. Mi limito a considerare la realtà in modo lucido.

Tuttavia sono felice di aver fatto la mia parte. Sì, perché in tanti mi state chiedendo di continuare, di non mollare, di essere sempre in prima linea per vigilare sull’operato altrui e per interpretare la voce della dissidenza. Quello che comunque farò, sempre con passione e dedizione.

Pubblicato da The Start Circle

Professionista in ambito musicale, formativo e organizzativo culturale, vive e lavora a Vicenza. Collabora con numerosi enti per organizzare progetti ed eventi tra Vicenza e Padova.

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